domenica 5 marzo 2017

La bellezza senza la ricerca

Talvolta le cose accadono quando ormai la speranza è svanita ma ancora le cerchi, o quando ci speri ma ormai non le cerchi più. O può darsi che ci speri ma poi la quadrati o la triangoli (ma poi è un casino XD).

Quando il pensiero è altrove e la mente è occupata, tenendosi attiva con altre passioni, ecco di colpo accadere qualcosa che porta bellezza alla realtà. Senza colpire come un ladro di notte, senza farti piangere come una morte improvvisa, senza farti vomitare come il troppo alcol ingerito per noia. 

E la cosa più semplice che puoi fare è lasciarti andare, seguire quel che senti più giusto e scoprire piano quel sentiero sempre diverso guidato dal semplice battito del cuore. Senza sapere dove porterà, senza domandare quando finirà, senza creare problemi dove ancora non ci sono.

Esserci, sperandoci e credendoci.
Perché la vita è una continua sorpresa, e come ben sappiamo i regali che ci fa non sempre vengono apprezzati dopo aver tagliato il fiocco e scartato la scatola, ma finché non apriremo quei doni non lo sapremo mai. E accumularli sotto l'albero non serve a nulla, entro breve muffiranno e diverranno certamente inutili e dannosi. 

Quindi perché non aprire e scoprire? Perché non lanciarsi nel vuoto e vedere come andrà?

Come ne "L'Odio", quel non troppo vecchio film francese in bianco e nero, ove il protagonista recitava "Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene...", perché non fare lo stesso, magari senza aspettarsi qualcosa di terrificante alla fine?

Ogni tanto la vita è simpatica, prendiamola come viene che magari ci farà sorridere.

mercoledì 22 febbraio 2017

Amore al silenziatore


Amore al silenziatore

Quando tutto è silenzio,
e senti soltanto il battito del tuo cuore,
non ti viene da domandare a te stesso
che senso ha una vita senza amore?

Non dico non abbia qualcosa a che fare
con il sesso o con l'ideologia imposta dalla società
ma la soppressione dell'istinto umano
porta al malessere incondizionato e profondo.

Un colpo, un colpo solo, con le mani nella sabbia
e gli occhi immersi nelle soffici nuvole rosa,
sputando sangue e lacrime, senza capire.

Non si può fermare,
anche se basterebbe suonare
una canzone diversa.

domenica 12 febbraio 2017

La gente e il mondo

La gente e il mondo - Poesia pensiero riflessione di Carlo Charlie Capotorto
Foto da web
La gente che non sa stare al mondo viaggia in terza corsia sulla Milano - Bergamo a 110 km/h con le altre corsie completamente libere...

la gente che non sa stare al mondo prepara il caffè e poi dimentica la caffettiera sui fornelli bruciando sia il caffè che il manico della Moka...

la gente che non sa stare al mondo si taglia i capelli o la barba dopo aver pulito il bagno...

la gente che non sa stare al mondo ha la suoneria del cellulare sempre al massimo e si lamenta se durante la visione di un film il tuo telefono vibra sul tavolino...

la gente che non sa stare al mondo ti consiglia di sognare alla grande, ma di farlo con i piedi ben saldi a terra...

la gente che non sa stare al mondo scrive e si lamenta di chi, secondo lui, non sa stare al mondo...

la gente che non sa stare al mondo se ne fotte, perché se non è ancora morta al mondo in qualche modo sopravvive.

Carlo "Charlie" Capotorto

domenica 5 febbraio 2017

La musica del corpo - Lettura

Durante la serata "Dust Your Broom" di venerdì dell'Upperlab di Via Pescaria, 1 a Bergamo l'amico, attore, teatrante (insomma: un tutto!) Stefano Maestrelli ha letto un mio racconto chiamato "La musica del corpo".


Era uno di quei racconti rimasti sul computer da tempo, senza una collocazione ben precisa, ed ora grazie a questa opportunità ha preso vita e voce! In più, dato che mi sembrava una cosa bella, ho creato la piccola colonna sonora della lettura (purtroppo un pochetto fuori fase ma comunque ci s'è stati dentro con i tempi).

Che altro dire se non augurarvi buon ascolto?

Alla prossima,

Carlo "Charlie" Capotorto




domenica 29 gennaio 2017

Lamento non consentito

Come una lucertola che perde la coda: poco dopo ricresce ed è molto simile alla precedente.


Lamento non consentito

Non è facile trovare il coraggio di parlare
quando il silenzio si presenta con più semplicità,
quando la società ci dice di esprimerci quando qualcosa non va
ma anche di non stare sempre a polemizzare.

C'è chi non è mai riuscito a tirar fuori se stesso
allontanando le scelte per aspettare il momento giusto,
ma la speranza si allontana e non vi sarà più posto
per l'ego del singolo, sempre più complesso.

C'è chi ha già moglie e figli al seguito
e porta avanti una vita vicino ad altre vite,
costruendo quella realtà senza scelte ardite
mantenendo un sentimento, anche se appassito.

C'è chi si sente sempre in difetto
perché crede di portar dentro un disagio infinito,
convinto che un nuovo amore non sarà più concepito
senza capire che può andar bene, anche se non è perfetto.

Carlo "Charlie" Capotorto

mercoledì 25 gennaio 2017

Melancholy (Malinconia) - Iniziamo il 2017 così

Questo 2017 è iniziato in maniera un poco peculiare, con i consueti alti e bassi (ma senza altissimi e bassissimi) che caratterizzano la vita un po' di tutti, e forse tutti (ma forse no) esternano il loro malessere e benessere attraverso forme diverse... questa quindi la mia. E continuano le composizioni improvvisate nella terra di Bergamo, chissà se un giorno diverranno qualcosa di più, ma intanto:


Tre fasi di malinconia: 

1) Prime avvisaglie: Ogni cosa sembra normale ma dietro la testa cominci ad avvertire uno strano senso di inquietudine, quasi di tristezza, che diventa piano piano sempre più grande.

2) A tutto gas: Ecco che la malinconia si diffonde, senza bloccarsi ad un singolo pensiero bensì espandendo il malessere ad ogni gesto e ricordo.

3) Conseguenze: Il mondo sembra essere lontano da te, unico romantico sognatore, ed anche se in fondo al cuore sai che non è così in questo momento l'altalena schizofrenica non riesce a fermarsi e lascia che soltanto i tuoi piedi possano strisciare sulla ferma terra.

Come sempre spero l'ascolto sia di vostro gradimento e... alla prossima!

Il vostro musico improvvisato,

Carlo "Charlie" Capotorto

lunedì 16 gennaio 2017

Una giornata senza pretese - Jona Editore

Buon freddo gennaio a tutti!

Ogni tanto partecipo ai contesto di Jona Editore e, come accadde per "Ogni cosa è illuminata" di qualche mese fa, anche stavolta sono arrivato tra i vincitori del contest mensile con un mio racconto breve.

Una giornata senza pretese – di Carlo Capotorto (vincitore contest)

Già prendendo tra le mani il pacchetto capì che si trattava di un maglione, ma trattenne l'espressione di sorpresa quando sollevò il dolcevita nero per mostrarlo a tutti. Ogni anno, a Natale, Mirko sopportava parenti vicini e lontani durante il consueto pranzo natalizio, ogni anno si ubriacava con suo fratello più grande e si addormentava sul divano del padre. Verso metà pomeriggio, dopo il quarto caffè della giornata, riuscì a svignarsela e rientrare a casa. Una volta raccolta la posta aprì il lucchetto di ciò che da fuori poteva sembrare la porta di un montacarichi, lanciò dentro la posta e il dolcevita, si spogliò della giacca invernale e buttò dentro anche quella; dopo di ché entrò lui stesso in quel buco di 50 centimetri di diametro. Per entrare si aggrappò ad una sbarra di metallo posta poco più sopra e...


Per leggerlo tutto andate sulla pagina Facebook di Jona Editore e continuatelo li, purtroppo non l'hanno ancora caricato sul loro sito web... spero vi piaccia!

A presto!

C.

martedì 10 gennaio 2017

Un punto di vista



Un punto di vista

Guardando negli occhi chi ha perso la speranza
può trascinare all'inferno anche l'anima più viva
o riaccendere la volontà andata solo in apparenza.

La bivalenza di un attimo vale per chiunque.

Tristemente le belle illusioni possono morire o risorgere,
i sogni di bambino riaffiorare o essere dimenticati,
le possibilità dal corpo tornare o sfuggire.

Questo è vero come ogni cosa è soggettiva,
sappiamo bene che ogniuno ha il suo punto di vista,
perché tutti cambiano il mondo, e lo fanno in prospettiva.

Così solitario è, dunque, quello di un alcolista,
che vede della gente solo il lato più scuro
e non gode appieno gli sfuggevoli attimi di gioia.

mercoledì 28 dicembre 2016

Buone feste

Non sono sparito, continuo a far pesare al mondo la mia presenza anche se fisicamente più leggera di allora, è che queste feste stanno un po' assorbendo la linfa vitale della mia creatività. Fortuna che finiranno presto... intanto ecco un piccolo pensiero... probabilmente non posterò più nulla fino a Gennaio dunque buone feste e ci leggiamo l'anno prossimo.


Si può crollare restando fermi in piedi,
si può esplodere nella stessa posizione
così come volare alti nel cielo.

Difficile però sognare qualcosa di diverso
quando tutto sembra essere contro di te.

Noi soli possiamo rendere la nostra vita migliore
ma senza un piccolo aiuto da ciò che ci circonda
ogni sforzo potrebbe risultare inutile.

sabato 17 dicembre 2016

P.E.T.O. (Perché Esiste Troppo Orgoglio)

P.E.T.O. (Perché Esiste Troppo Orgoglio)


Lo sappiamo, il peto è naturale, tutti ne facciamo nostro amico fedele sotto le coperte d'inverno ed al contempo nostra nemesi appena l'odore risale verso le narici. Il peto è vergogna, fallo a scuola o in un posto di lavoro e diverrai per sempre "lo scorreggione", sarà poi molto difficile togliersi quel soprannome dalle spalle. Il peto è intimo, perché si cerca di farlo sempre quando si è soli con se stessi, e una volta rilasciato lo si commenta con gradazioni differenti in base a rumore o odore.
P.E.T.O. (Perché esiste troppo orgoglio), un racconto di Carlo "Charlie" Capotorto
Peto d'Artista - immagine da web
Ma pochi ne parlano, il peto rimane ben nascosto tra le pieghe del culo di ogni benpensante che è troppo intento a strapparsi le sopracciglia e pettinarsi la barba. Ma quando un giorno, piegato a novanta gradi per sistemare un risvoltino, ad Andrev Lobomotov partì un fiato a trombetta (poco puzzolente, rumore acuto solitamente calante) si vergognò così tanto che dapprima si tappò in casa e poi, dopo una breve ricerca che spaziò da Wikipedia alla Treccani, sembrò esser divenuto il massimo studioso di petologia.
Trovò nelle patatine fritte e nella Sprite i suoi più grandi amici quando scoprì che grazie a loro poteva avere delle riserve di gas virtualmente illimitate. Si esercitava regolarmente nello sfiatare diversi generi di peti, dalle loffie (silenziose e letalmente puzzolenti) ai tromboni (molto rumorose e mediamente odorose) anche se talvolta capitavano sgommate (poco rumore, poca puzza ma cacchetta nelle mutande) che lo costringevano a cambiarsi le mutande. 
Si teneva costantemente informato su tutto ciò che riguardava quel suo nuovo mondo: lo sbiancamento anale, il silenziatore di scoregge, il profumatore da applicare come un proteggi slip alle mutande, ma nulla lo entusiasmava tanto come registrare ogni suono che sentiva per poi tentare di riprodurlo con le chiappe, proprio come l'eroe di ciò che recentemente era divenuto il suo film preferito: "Il petomane". 
Cercò di tramutare tutto questo in un lavoro, ma oltre a qualche brevissimo spettacolo durante sporadiche serate di improvvisazione teatrale ed un'unica data al Circo Togni finita a pomodori marci sulla schiena non riuscì a trovare il modo di attirare l'attenzione del pubblico. In pochi erano interessati a sentire i peti di Lobomotov seguire la "Sonata al chiaro di luna" di Beethoven, così nel giro di poco tempo tutti si dimenticarono di lui, e lui si dimenticò dei suoi peti.
La gente del paese non poteva ammettere che possedeva un dono e lui presto perdette la giovane forza di seguire le sue curiosità. L'orgoglioso bielorusso crebbe in un noioso impiegato e la sua vita non divenne troppo diversa da quella di una qualsiasi altra persona, gli studi sul peto e gli oggetti collezionati finirono in una scatola e poi dimenticata in soffitta; tutto era finito in un soffio... o meglio, in un peto.

Fine